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La mia storia e la mia ricerca

La mia pratica nasce dall’incontro tra corpo, immagine e territorio. Ho attraversato linguaggi diversi, dall’azione collettiva allo spazio urbano, dalla materia fisica alle tecnologie immersive, seguendo un filo che unisce trasformazione, ascolto e presenza.

Il mio percorso si è costruito in movimento: città, paesi, culture e comunità hanno modellato il mio modo di creare. Ogni luogo ha lasciato un segno, ogni esperienza ha aperto un nuovo livello di lettura del reale. Oggi lavoro intrecciando dimensioni fisiche e digitali, costruendo narrazioni che oscillano tra mito personale, simboli contemporanei e realtà espansa.

Le Radici della Testa Exibhition, AH!Lab
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Andrea Serenrosso's LP cover
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Cesare Vaona's stand at DesignExpo 2014
Collo
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Sono Agnese Gemetto, artista visiva, scultrice, curatrice e progettista digitale.

La mia pratica nasce dalla materia e si espande nel simbolo, nella metamorfosi e nella tecnologia come linguaggio.

Ho una formazione accademica in Belle Arti (Accademia Albertina di Torino), Liceo Artistico, e oltre vent’anni di esperienza in ambito artistico, curatoriale e multimediale.

Dopo un percorso iniziale tra collettivi urbani, performance e progetti editoriali in Italia, Spagna e Francia, ho vissuto sette anni in Finlandia, dove ho insegnato arte, curato mostre e fondato RubyFever Oy, una start-up dedicata alla produzione XR, NFT e ambienti immersivi.

Qui la mia ricerca si è trasformata: ho integrato avatar, realtà aumentata, gallerie virtuali e narrazione simbolica, sviluppando un ecosistema visivo che unisce mito, tecnologia e identità fluide.

Ho esposto in contesti internazionali come NFT NYC, Blockchain Futurist Conference (Toronto), Goat Studio Gallery, Museum of Wild and Newfangled Art (NYC), MatchXR / Slush (Helsinki), e in numerose mostre in Italia, tra cui Cavallerizza Irreale, Les Amantes, AH!LAB e spazi indipendenti.

Ho ricevuto il Taike Art Grant nel 2022 e ho partecipato a progetti di innovazione culturale e urbana.

Parlo fluentemente italiano, inglese, spagnolo e francese, e ho competenze base in finlandese.

Ho ricevuto un certifato presso Shortcut l'accademia di business del villaggio start-up Maria01 di Helsinki, e Agile certificate con Minna Learn, e ho conseguito la partecipazione al programma di mentoring presso Tech Nordic Advocacy, women in tech, che mi permettono di integrare visione artistica e progettazione strategica.

COSA FACCIO ADESSO

Il mio lavoro attuale si muove tra pratiche fisiche e digitali, costruendo mondi, personaggi e narrazioni che attraversano più livelli di realtà. Sviluppo progetti che uniscono scultura, immagine, tecnologia e territorio, con un’attenzione costante alla relazione tra corpo, ambiente e simbolo.

Lavoro con:

​​

  • scultura e installazione, come forme di presenza e trasformazione

  • arte digitale, avatar e identità espanse

  • realtà aumentata e progetti XR, che aprono nuovi modi di abitare lo spazio

  • narrazione simbolica e worldbuilding, per creare ecosistemi visivi e mitologie contemporanee

  • curatela e direzione creativa, in dialogo con artisti, comunità e istituzioni

  • progetti territoriali, che intrecciano cammino, memoria e paesaggio

  • didattica e formazione, con percorsi che uniscono pratica, ricerca e sperimentazione

Il mio lavoro nasce dall’incontro tra immaginazione, tecnologia e radici culturali, e si sviluppa come un processo in continua metamorfosi.

La mia ricerca nasce dal desiderio di dare forma a ciò che si muove tra i livelli della realtà: il visibile, l’invisibile, il simbolico, il digitale.

 

Lavoro come se ogni progetto fosse un organismo vivo.

Tra i simboli che attraversano il mio lavoro, Testa Seme è il più costante: una figura archetipica che ritorna come origine, presenza e possibilità. È una Testa-Seme, una forma essenziale che custodisce trasformazioni e che si rigenera in ogni medium, dal disegno alla scultura, dalla performance alle sperimentazioni digitali. Testa Seme è il mio modo di pensare l’identità come qualcosa di fluido, stratificato, in continua metamorfosi.

Mi interessa la metamorfosi: ciò che cambia, ciò che si trasforma, ciò che attraversa più stati. Per questo il mio lavoro oscilla tra scultura e avatar, tra gesto fisico e realtà aumentata, tra territorio e immaginazione. Ogni linguaggio è una soglia, un modo diverso di abitare il mondo.​

 

Il mio processo è un intreccio di ascolto, stratificazione e costruzione di mondi, dove mito, cultura e tecnologie emergenti convivono come parti di uno stesso respiro.

 

Il mio percorso si è formato attraverso pratiche e linguaggi che hanno lasciato tracce diverse nel tempo.

 

Tra questi, Testa Seme è una delle presenze più costanti: una figura archetipica nata dal disegno e cresciuta nella scultura, nella performance e nelle sperimentazioni digitali.

È una testa-seme, un nucleo di trasformazione che ritorna come simbolo e come metodo.

 

Negli anni ho sviluppato una pratica scultorea che unisce materiali differenti come gesso, resine, pigmenti, elementi naturali e che vive del rapporto diretto con il gesto e con la materia.

La scultura è per me un luogo di ascolto, un tempo lento in cui la forma emerge per stratificazione e intuizione.

 

Parallelamente ho lavorato con il video e la musica, collaborando con musicisti e performer per creare visual live, narrazioni audiovisive e identità visive. Tra queste esperienze, la realizzazione della copertina dell'LP in vinile di Andrea Serenrosso, cantautore Torinese, è stata un momento significativo: un incontro tra immagine e suono che ha dato forma a un oggetto fisico, rituale, destinato a essere toccato, ascoltato e custodito.

Queste radici simboliche, materiche e collaborative, continuano a nutrire il mio lavoro, dialogando con le ricerche digitali e culturali che porto avanti oggi.

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Progetti principali​

ARche Project

ARche Project nasce come un’indagine sul rapporto tra memoria urbana e immaginazione contemporanea. Attraverso la Realtà Aumentata, le statue di Helsinki vengono trasformate in presenze narrative: figure che parlano, si muovono, si rivelano. Il progetto unisce arte pubblica, tecnologia XR e ricerca sul territorio, creando un dialogo tra storia, mito e spazio urbano.

Polku

Polku è un percorso artistico che intreccia cammino, simboli e trasformazione. È un progetto che nasce dall’esperienza del paesaggio nordico e dalla sua capacità di modificare lo sguardo. Polku esplora il rapporto tra corpo, territorio e narrazione, trasformando il movimento nello spazio in un atto creativo e rituale.

RubyFever Oy

RubyFever è la startup multimediale che ho co-fondato in Finlandia, dedicata allo sviluppo di esperienze immersive, avatar e ambienti digitali. All’interno del team ho curato direzione creativa, concept design e identità visiva, lavorando su progetti XR, gallerie virtuali e narrazioni digitali. RubyFever rappresenta la parte più sperimentale del mio lavoro, dove tecnologia e immaginazione si incontrano per generare nuovi mondi.

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Attività attuali e direzioni future

Oggi il mio lavoro si sviluppa su più fronti, in dialogo con territori, comunità e pratiche digitali.

Porto avanti Polku, un progetto che unisce cammino, simboli e trasformazione,

e affianco ricercatori e professionisti nella creazione di siti web e nell’organizzazione

di webinar e percorsi formativi.

Continuo a insegnare arte attraverso lezioni individuali e laboratori, mantenendo vivo il rapporto con la trasmissione dei processi creativi e del linguaggio visivo.

Dopo il mio rientro in Italia, sto cercando

un nuovo laboratorio dove riprendere la produzione scultorea: uno spazio fisico

che mi permetta di tornare alla materia,

al gesto e alla costruzione di forme

tridimensionali, in dialogo con le

ricerche digitali che porto avanti.

Il mio lavoro continua a evolversi, seguendo un ritmo che unisce ricerca, territorio e immaginazione. Ogni progetto è un passaggio, un modo per esplorare nuove forme di presenza e nuove possibilità narrative, tra materia, digitale e cammino.

Sono aperta a collaborazioni, dialoghi e percorsi condivisi con artisti, ricercatori, istituzioni e realtà che credono nella sperimentazione e nella trasformazione. Il mio studio; fisico o digitale, è un luogo in movimento, dove idee, persone e linguaggi possono incontrarsi e generare nuovi mondi.

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